Universo partecipatorio

J. Wheeler considera il coinvolgimento dell’osservatore come l’aspetto più importante della meccanica quantistica e quindi ha suggerito di sostituire il termine ‘osservatore’ con ‘PARTECIPATORE’:

‘Nel principio quantistico nulla è più importante di questo fatto, e cioè che esso distrugge il concetto di mondo inteso come qualcosa che sta fuori di qui, con l’osservatore a distanza di sicurezza, separato da esso da lastre di vetro spesse venti cm. Anche quando osserva un oggetto così minuscolo come un elettrone, l’osservatore deve spaccare il vetro, deve entrare..l’universo è in un certo qual modo un ”universo partecipatorio”. ‘

L’idea di partecipazione è stata formulata solo recentemente nella fisica quantistica moderna, ma è un’idea ben nota a qualsiasi studioso di misticismo. La conoscenza mistica non può mai essere raggiunta solo con l’osservazione, ma unicamente mediante la totale partecipazione con il proprio essere. Il concetto di parUomo-e-universotecipatore è quindi fondamentale nella visione orientale del mondo, e i mistici orientali l’hanno saputo fino al punto in cui osservatore e osservato, soggetto e oggetto, non solo sono inseparabili ma diventano anche indistinguibili. I mistici non si contentano di una situazione analoga a quella della fisica atomica, nella quale osservatore ed osservato non possono essere separati ma possono essere ancora distinti. Essi si spingono molto oltre e arrivano a uno stato in cui cade completamente la distinzione, dove soggetto e oggetto si fondono in un tutto unico e indifferenziato. Come dicono le Upanisad: ‘Laddove esiste dualità ivi l’uno odora l’altro, l’uno vede l’altro, l’uno parla all’altro….ma allorchè tutto è diventato il sè di ognuno, l’odore di chi e mediante che cosa potrà percepire? Chi si potrà vedere e mediante che cosa? A chi e mediante che cosa si potrà parlare? ‘

Questa è quindi la comprensione definitiva dell’unità di tutte le cose. Essa viene raggiunta, così ci dicono i mistici, in uno stato di coscienza nel quale la propria individualità si dissolve in un’unità indifferenziata, dove si trascende il mondo dei sensi e la nozione di ”cosa” è dimenticata. Per usare le parole di Chuang Tzu ”lascio inerte il corpo e bandisco l’intelletto. Abbandonando la forma e respingendo la conoscenza, faccio parte del gran Tutto. Questo intendo per sedere e dimenticare.”

La fisica moderna non può andare così lontano nell’esperienza dell’unità di tutte le cose….ma la fisica quantistica ha compiuto un grande passo avanti verso la concezione del mondo dei mistici, ha abolito la nozione di oggetti fondamentalmente separati, ha introdotto il concetto di partecipatore e ritiene un po’ includere la coscienza umana nella descrizione del mondo. Essa è giunta a vedere l’universo come una inestricabile rete di relazioni fisiche e mentali le cui parti sono definite soltanto dalle loro relazioni con il tutto….

…..il Lama Anagarika Govinda: ”Il Buddhista non crede in un mondo esterno indipendente o che esiste separatamente tra le cui forze egli può inserirsi. Il mondo esterno e il suo mondo interiore sono per lui due facce di uno stesso tessuto in cui i fili di tutte le forze, di tutti gli avvenimenti, di tutte le forme di coscienza e dei loro oggetti sono intrecciati in una inestricabile rete di relazioni infinite e reciprocamente condizionate”.

Da  ”Il Tao della fisica” di F. Capra

Estratti Robi Iso

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